Climeworks, l’aspiratore svizzero di CO2

Fondata nel 2017, l’azienda zurighese Climeworks ha messo a punto sensori di vaste dimensioni in grado di filtrare l’aria e catturare il biossido di carbonio, per poi immetterlo nel sottosuolo: una tecnologia che sta già dando risultati nelle imprese in cui viene utilizzata. L’ambizioso obiettivo della società è eliminare l’1% delle emissioni mondiali di CO2 entro il 2025.

Il rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) dell’8 ottobre 2018 non lascia spazio a dubbi: tutti gli scenari che consentono di limitare il riscaldamento del pianeta a 1,5 °C presuppongono un’estrazione di quantità enormi di CO2 dall’atmosfera – nello specifico tra i 100 e i 1000 miliardi di tonnellate – entro il 2100. In altre parole, da due a venti volte il totale annuo attuale delle emissioni mondiali di gas serra.

Gli scienziati chiamano «emissioni negative» l’estrazione di CO2 dall’atmosfera. Sulla carta varie opzioni permettono di arrivare a questo risultato. La più semplice è piantare foreste: gli alberi sono infatti pozzi di carbonio molto efficaci, visto che sono in grado di catturare il CO2 attraverso la fotosintesi e di stoccarlo nel tronco, nei rami, nelle radici e nel suolo. Ma secondo l’IPCC, per assorbire una quantità di CO2 compresa tra 100 e 1000 miliardi di tonnellate bisognerebbe piantare una foresta tropicale grande il doppio della Francia. Una seconda possibilità è ricorrere alla cosiddetta bioenergia, che consiste nel seminare piante a crescita rapida. Anche in questo caso, entro il 2050 si dovrebbero destinare più di 700 milioni di ettari a questo tipo di piantagione: uno scenario irrealistico.

Sta però emergendo una terza via: la cattura diretta, attraverso procedure fisico-chimiche, del CO2 presente nell’atmosfera e il conseguente stoccaggio. Varie imprese stanno esplorando questa strada, tra loro la startup svizzera Climeworks, che ha messo a punto una sorta di aspiratore di enormi dimensioni capace di filtrare l’aria e di catturare il biossido di carbonio per immetterlo successivamente nel sottosuolo. La società zurighese punta a eliminare in questo modo l’1% delle emissioni mondiali entro il 2025. Dietro a questo progetto, tutt’altro che assurdo, ci sono Christoph Gebald e Jan Wurzbacher, due ingegneri del Politecnico federale di Zurigo (PFZ).

Fonte: https://houseofswitzerland.org/it/swissstories/ambiente/climeworks-laspiratore-svizzero-di-co2

Posted in Automotive News.