Comunità energetiche e dell’autoconsumo

Il ministro dello Sviluppo economico  firma il nuovo decreto.

La norma rende sostanzialmente l’energia come il cibo, a chilometro zero. I cittadini diventano sia produttori che consumatori, cioè dei ‘prosumer’; c’è lo chiede l’Europa per avere meno sprechi per la rete di distribuzione, a prezzi più bassi, con un taglio delle emissioni, e una maggiore autonomia. Con l’autoconsumo – secondo le stime – ci sarebbe una crescita delle rinnovabili, con utili per oltre 5 miliardi di euro all’anno e la creazione di 2,7 milioni di posti di lavoro.

Nello specifico – spiega il presidente della commissione Industria del Senato Gianni Girotto – il decreto ministeriale firmato da Patuanelli “incentiva l’autoconsumo” di energia (previsto dalla direttiva europea sulle rinnovabili RED II); si tratta – prosegue – di “un incentivo che non andrà a pesare sulla bolletta ma ne sostituirà un altro”, lo scambio sul posto. “Non abbiamo fatto giochino fiscale – rileva poi – miglioriamo strutturalmente il costo dell’energia”. Non soltanto questo però; la misura è infatti cumulabile con il superbonus e anticipa alcune misure europee.

In questo modo – viene osservato – avremo un cambiamento che sposta il baricentro della produzione e consumo di energia sul territorio: cittadini, imprese e Comuni potranno finalmente attivarsi collettivamente per produrre e consumare energia a livello locale, riducendo i costi dei consumi elettrici, alimentando la crescita economica e abbattendo le emissioni inquinanti e i conseguenti impatti ambientali e sanitari. Un vero e proprio “nuovo paradigma” che porterà “un cambio culturale del modello produttivo”.

Fonte:https://www.rinnovabili.it/energia/politiche-energetiche/comunita-energetiche-autoconsumo-rinnovabili/

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